lunedì 28 maggio 2012

Pause


Maggio è il mio mese preferito.

Da sempre.

Succedono un sacco di cose belle a Maggio e poi comincia la bella stagione (di solito...), fioriscono i giardini, si sta di più all'aperto o comunque si può far entrare un po' di piu l'aperto dentro alle nostre case e dunque dentro di noi.
Superato lo choc fisico iniziale si è pronti per vivere un altra stagione.
E da buona donna di montagna (...) so bene che le stagioni non sono quattro esattamente perchè, come dicevano oramai più di quattrocentro anni fa, non esistono quelle di mezzo o forse non sono mai esistite e anche perchè a mille metri autunno e primavera hanno un altro significato.
Amo maggio al punto che se dovessi mettere la vita in pausa lo farei oggi, quando tutto è perfetto.

Maggio profuma da ogni parte lo si annusi.

E allora per chi come me vive di una vita piena e sempre ingarbugliata ma riesce a ritagliarsi qualche minuto di magia ogni tanto, questo è il momento migliore.
Tutto comincia a maggio.
E io ho cominciato l'orto.
Eh sì 'chè se voglio sembrare una vera donna d'altura allora ho deciso d'esserlo fino in fondo.
Ma non è dell'orto che voglio scrivere adesso. Quello è stato solo il pretesto per fare quei pochi chilometri che mi separano dalla mia piccola baita ancor più in montagna.
E lì ho trovato i fiori.
Sono esplosi come fanno quei tubi di cartone che si lanciano agli sposi appena fuori dalla chiesa. Fiori dappertutto. Come ormai non accade più in molti posti.
Fiori di colori semplici. Dalle forme semplici. Senza profumo.
Fiori modesti perché la loro forza sta nel tempo.
Immobili nel loro disegno. Senza parenti lussuosi con i quali competere perché protagonisti del vero gusto.
Un mazzo di fiori di campo non ha tempo. Bello allora quando ad esserne omaggiata era la donna di un soldato in partenza e bello adesso ad ornare le cerimonie più chic.
In questo momento sono sul tavolo di casa mia a ricordarmi di quando facevamo scoppiare i palloncini verdi che si trovavano vicino al muretto, "le sgrizole", quando mangiavamo il "pan e vin" dal sapore aspro e rinfrescante e le mille giornate che passavamo a giocare tra l'erba alta.
Non trovo solo l'artemisia che usavamo per stronfiare le unghie e renderle sgradevoli in modo da non rosicchiarle, ma forse non ho cercato abbastanza.

Quanto tempo è passato... e loro sono ancora lì.
Immobili.
A cambiare siamo solo noi.

Guardo il prato e vedo il mio promemoria della felicitá, dura sempre un attimo. Ma si ricorda per sempre.

Non mi resta che fotografare un giardino dei semplici in brocca, perché non sarà possibile fermare Maggio ma posso provare a congelare l'emozione di un mazzolin di fiori che domani sarà già appassito come fosse un uccellino catturato e messo in gabbia.





Colore





Bianco




Viola



Rosso





Quest post non è stato impaginato a dovere né le foto sono accurate quanto avrebbero dovuto essere ma è Maggio! Ogni attimo va vissuto! ^_^







2 commenti:

  1. foto sparse... parole sparse... proprio come i petali a maggio...bentornata.. ti aspettavo...

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